Cucinare per gli altri non è solo un atto di altruismo, ma comporta numerosi benefici

Quante volte abbiamo riscaldato il forno per preparare torte di compleanno per qualcuno che amiamo, o cucinare una cena per degli ospiti, o una delizia al cioccolato per gli amici. Cucinare qualcosa, soprattutto quando è fatta per gli altri, può portare una serie di benefici psicologici. Cucinare è una modo per esprimere se stessi e una forma di comunicazione.

La cucina è una forma di nutrimento

cucinare per gli altri
cucinare per gli altri (huffingtonpost.it)

L’altruismo è in grado di far sentire gli altri felici e legarli tra loro. Ma cucinare non è solo un atto di altruismo, è un atto legato alla sopravvivenza. Infatti cucinare per gli altri significa crescerli, nutrirli, preservarli. “Donarsi agli altri ci fa sentire più completi”, spiega Michael AviShai, terapista della culinaria con un master in terapia dell’arte presso il Lesley College. “Cosa ancor più vera quando si tratta di cucinare, perché dare da mangiare assolve a un bisogno di sopravvivenza, e dunque quel senso di soddisfazione non deriva solo dal donarsi, ma dall’aver fornito ‘aiuto’ in una forma molto primordiale. Abbiamo fornito carburante”. “Offrendo cibo, nutrimento, ossia quanto necessario a sopravvivere, si fornisce un sostegno sociale fondamentale”, dice all’HuffPost Matthew Riccio, ricercatore della National Science Foundation.

Cucinare crea legami

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Micheal Pollan ha spiegato al Boston Globe come la cucina riesca a creare legami con chi amiamo e con le altre persone in generale: “La cucina ci ha dato il pasto, e il pasto ci ha dato la civiltà”. E sentirsi legati agli altri può offrire grandi vantaggi, come una vita più lunga e più felice. D’altronde cucinare per qualcuno è un modo per comunicare i propri sentimenti. “È un’attività molto intima. Offrendo qualcosa di cui gli altri hanno potenzialmente bisogno ciò che stai facendo in realtà è mostrare il tuo sostegno, il tuo amore, il tuo appoggio, ed è proprio questo a stimolare fortemente un senso di benessere, oltre a uno sviluppo positivo e a un maggiore senso di vicinanza nei propri rapporti”, spiega Riccio. Alla base della sopravvivenza c’è anche il bisogno di creare legami con altri esseri umani. Cucinare per gli altri contribuisce a formare e rinsaldare i legami, un mezzo per farsi accettare all’interno della società generando un senso di appartenenza alla comunità.

Cucinare è prendersi cura di sé

cucinare per gli altri
i benefici del cucinare (huffingtonpost.it)

Ma non si parla solo di cucinare per gli altri, anche cucinare per se stessi e nutrire il proprio corpo non è un atto da sottovalutare. Ce lo spiega Nedra Shield, operatrice sociale clinica indipendente al Northampton Center for Couples Therapy. “Nella cucina c’è un aspetto legato alla cura di sé. Se si cucina qualcosa di buono per se stessi, o delle cose che ti fanno sentire meglio, allora la cucina può letteralmente rappresentare un gesto di cura nei confronti di se stessi, e ciò è importante”. Cucinare per te stesso contribuisce a rinforzare l’autostima e la fiducia, è un messaggio che ti dice che sei importante.

La cucina comporta consapevolezza

La cucina comporta anche benefici per una maggiore consapevolezza nelle proprie vite. Cucinare richiede concentrazione e questo riduce i livelli di stress e porta a uno stimolo verso uno stile di vita più sano. “Quindi se cucini in modo consapevole il risultato può essere molto terapeutico. E la cucina è una di quelle attività che stimolano a concentrarsi davvero”, spiega la Shield. Sappiamo che cucina e distrazione non possono andare d’accordo altrimenti a rimetterci è il piatto che stiamo preparando e soprattutto chi deve mangiarlo.

Un legame con il passato

Da aggiungere alla lista dei benefici che derivano dal cucinare c’è anche quello di legarci al nostro passato.  Le ricette di famiglia, gli odori, i sapori possono riportarci alla mente dei ricordi felici facendoci vivere un’esperienza positiva. Julie Ohana, operatrice sociale clinica e terapista della culinaria, ce lo spiega meglio: “Il tempo che si trascorre in cucina tende ad esser dedicato all’introspezione. I sensi vengono raccolti dall’esperienza culinaria, e i ricordi sono legati all’olfatto. Quando sei in cucina e stai preparando qualcosa, ti può riportare alla memoria una pietanza che mangiavi coi nonni. È facile immergersi nei ricordi cucinando, e ce ne sono parecchi a cui attingere. Ecco perché cucinare può essere un’attività particolarmente terapeutica”. Alcuni scienziati ritengono che l’impatto possa esser talmente notevole da poter risultare efficace nella cura alla depressione.

Quindi ci sono molti fattori in gioco quando si cucina, sia per gli altri che per se stessi, fattori psicologici che aiutano la persona ad esprime affetto, a sentirsi parte di una comunità, a dare importanza a se stessa e creare legami e felicità. Nonostante la vita frenetica e il poco tempo vale sempre la pena concedere delle ore per cucinare, per noi e per gli altri.

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