Natale 2015: viva la qualità, abbasso la quantità!

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La festa più bella dell’anno è ormai alle porte, gli alberi di Natale già addobbati, i presepi allietano ormai le case di quasi tutti gli italiani, i regali scelti e impacchettati nelle loro lucide carte regalo fanno bella mostra di se, e già si parla del menu che farà da sfondo alla festa più sentita dell’anno. Quest’anno però, forse per la prima volta, una tendenza legata ai festeggiamenti natalizi sembra farsi strada: gli italiani si orientano molto più verso la qualità, lasciando da parte la quantità.

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Prodotti tipici di qualità in tavola, al posto della “quantità” omologata (Photo credit: thewineitalia)

Natale 2015: viva la qualità, abbasso la quantità!

La propensione evidenziata dai primi studi, che analizzano gli acquisti di questi ultimi mesi dell’anno, sembrano parlare chiaro. In tutti i campi (dall’alimentare al consumistico, dai regali ai viaggi) si sceglie di acquistare in maniera minore, ma di puntare sulla maggiore qualità del prodotto scelto.
L’orientamento è forse più marcato a tavola, dove già si annunciano non più cenoni traboccanti di cibarie di bassa qualità, come succedeva fino all’anno scorso, ma pranzi che puntano sulla caratteristica peculiarità di ogni singolo alimento presentato. La ricerca all’attrattiva alimentare giusta è già iniziata nei mesi scorsi, e sono in tanti a sondare i percorsi enogastronomici, con l’intenzione di presentare il 24 Dicembre, una cena all’altezza delle aspettative degli invitati. Non sarà più, sulle tavole degli italiani, il tripudio di pesci, carni, legumiformaggi o vini (spumante incluso) acquistati a basso costo nei supermercati o discount, ma campeggeranno prodotti comprati in negozi specializzati o di nicchia, alcune volte addirittura acquistati dal produttore!

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La pasta morbida e avvolgente del Caciofiore della Campagna Romana

La spesa probabilmente sarà uguale agli anni precedenti, ma la quantità sensibilmente minore, sacrificata sull’altare di una qualità che la grande distribuzione, per motivi diversi, non può certo garantire. La tendenza è già abbastanza marcata nel prodotto natalizio tipico per eccellenza: il panettone. Quest’anno le stime di vendita dei panettoni artigianali hanno fatto un balzo in avanti abbastanza considerevole, lasciando intravedere una ripresa dell’intero settore delle pasticcerie tradizionali. Il costo sicuramente superiore è compensato dall’assenza di conservanti industriali, e dal gusto nonché dalla presentazione della confezione, sicuramente di un livello superiore. Stesso discorso vale per i vini e gli spumanti, verranno scelti prodotti di alta fattura, molte volte territorialmente vicini all’acquirente, l’idea è quella di prediligere un articolo qualitativamente superiore, e che possa al contempo fornire sensazioni gustative uniche.

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Le Vignole, produzione di eccellenza di Colle Picchioni

Ma il Natale non è solo cibarie, anche nel settore consumistico per eccellenza, quello dei regali, la propensione ad un Natale diverso rispetto agli altri anni è evidente. Gli italiani propendono per regali unici di maggiore qualità, si orientano a regalare di meno, (eliminando dalla lista le persone con cui sono meno legate) ma preferiscono fare dei regali di qualità più elevata. Il maggior costo è compensato dall’eliminazione di un destinatario, ma la soddisfazione è maggiore perché si opta per acquistare il top di quella categoria merceologica.

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La varietà antica della lenticchia di Onano, coltivata dall’azienda agricola biologica Marco Camilli. Credits photo: Marco Camilli

Anche i viaggi di fine anno sono interessati dalla tendenza appena esposta. Forse meno giorni, ci si accontenta di un week end in provincia o di un tour enogastronomico con soggiorno in una struttura ricettiva di assoluta eccellenza, invece di acquistare una vacanza low cost.
La spiegazione sembrerebbe in un primo momento logica, ormai le case italiane, le tavole, gli armadi, sono piene di prodotti a basso costo. La tendenza è però quella di una riscoperta della qualità estrema delle piccole cose, ed è per questo, che in queste feste la parola d’ordine sarà: viva la qualità, abbasso la quantità!

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