Roma Whisky Festival: due giorni con il bicchiere in mano

E mixology fu nel Roma Whisky Festival, un area in cui l’incontro con i distillati cresce di anno in anno

Roma whisky Festival
Manifesto PhotoCredit romawhiskyfestival.it

Mix & Drink

Al Roma Whisky Festival by Whisky of Scotland si incontrano gli esperti di settore, i brand, gli ospiti internazionali, i neofiti, e i collezionisti.

Una di quelle tappe mondiali che vede Roma al centro della storia. Seminari e Masterclass saranno i contenitori di una grande kermesse e l’attenzione sarà tutta per questo distillato biondo che travolge per la rotondità del gusto e che può accompagnare piatti tipicamente nordici come il cioccolato all’haggis, questa carne cucinata nello stomaco della pecora, le ostriche bretoni e i salmoni scozzesi.

Quindi 1500 etichette selezionate sfileranno nel Salone delle Fontane (zona Eur) per essere degustate, comprese, affiancate da consulenti esperti che ne sappiano tradurre la storia e l’appartenenza, che ne sappiano elogiare le qualità e trasmetterle agli appassionati.

Roma Whisky festival
Mixology PhotoCredit romawhiskyfestival.it

Ci saranno diverse aree: la Mixology sarà l’arma di punta, sia nel bar dove avviene la miscelazione ma anche nei seminari dove viene insegnata; la Cognac, per la prima volta nel salone del Wisky; la Vintage, dove un collezionista espone bottiglie antiche e prestigiose; la Gourmet, dove di certo ci sarà il maggior fermento per gli abbinamenti tra distillati e cibo.

E ci sarà una giuria di esperti per il Premio Whisky & Lode che selezioneranno, bendati, tre categorie diverse di Single Malt per conferire infine il Whisky & Smile, alla migliore bottiglia in gara.

Scozia, Irlanda, Stati Uniti, Giappone e anche Italia (con un prodotto solamente) saranno coinvolte insieme in questo evento internazionale, ognuna con il proprio mood espositivo, con la propria raffinata esperienza nel settore dei whisky.

W o W?

Che poi la domanda è sempre la stessa: ma si scrive whisky o whiskey?

Il noto distillato, che verrà presentato al Roma Whisky Festival, nasce tra la Scozia e l’Irlanda due concorrenti nel settore che non hanno mai smesso di rivendicarne la proprietà, l’una esibendo un documento del 1494 che accerta l’ordine di un frate per una considerevole quantità di malto specificatamente richiesta per farne del Uisge beatha (nome in gaelico del wisky); l’altra anteponendo un racconto di Enrico II d’Inghilterra, il quale nei suoi scritti appuntò di una certa pratica di distillazione appurata durante il suo viaggio in Irlanda.

Roma Whisky festival
Distillerie scozzesi PhotoCredit dailymail.co.uk

Quindi in Scozia si chiama Whisky e in Irlanda Whiskey. Ma la e non è l’unica differenza: infatti mentre il primo è sottoposto a doppia distillazione (una se si vuole ottenere del Bourbon), il secondo, a ben tre, perché, secondo la metodologia irlandese, questo affinerebbe il malto rendendolo più morbido al palato.

Ma dalla sua, lo scozzese, ha un retrogusto affumicato, dovuto all’essicazione del malto in forni alimentati a torba, che generano un fumo che entra in contatto con i cereali.

Di certo mette tutti d’accordo un colonnello del Kentucky il quale era solito dire: “Per fare colazione ho bisogno di tre cose: il cane, una bistecca e una bottiglia di whiskey; la bistecca la mangia il cane”.

Della stessa autrice:

Il Pecorino

Il Sagrantino

 

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