Tè, tisana, infuso, decotto: qual è il metodo migliore per sfruttare appieno le proprietà delle piante?

Forse non tutti sanno la differenza tra questi quattro metodi, cerchiamo di fare un po' di chiarezza

La tisana, il tè, l’infuso o il decotto? Forse non a tutti è ben chiara la distinzione tra i vari metodi. Cerchiamo quindi di chiarire in cosa si differenziano questi 4 modi di preparazione e quale è il migliore per sfruttare appieno le proprietà delle piante.

La tisana

tisana, tè, decotto, infuso
differenza tra tè, tisane, decotti e infusi (blogsalute.net)

Si chiama tisana quella bevanda che segue delle determinate regole sulle miscelazioni delle singole erbe. Con la tisana vengono somministrati i principi attivi di diverse piante, una miscela di al massimo sei piante officinali, sminuzzate e immerse nell’acqua bollente e lasciate in infusione. Sarebbe bene evitare di addolcire la tisana con lo zucchero preferendo il miele.

Il tè

Il  si ricava da piante che appartengono alla stessa famiglia e si prepara per infusione. Ci sono due piante, la Camelia Sinensis dalle foglie piccole e tenere, e la Assamica dalle foglie più grandi. Per il tè vengono raccolte foglie fresche, e ne esistono vari tipi di tè, c’è il Tè nero, quello verde, il Tè Oolong e quello Aromatico.
Hanno proprietà eccitanti poiché tutti contengono teina o caffeina e caratteristiche legate alle singole tipologie.

L’infuso

Questo metodo è utilizzato per l’estrazione dei principi attivi delle parti più delicate e tenere delle piante, come fiori, frutti, e foglie. Si prepara versando acqua bollente nel rimedio, in un recipiente che poi dovrà essere coperto per mantenere il vapore e conservare il principio attivo. L’infusione deve durare per circa 10-15 minuti, poi filtrate con un colino.
E’ da preferirsi al decotto per l’estrazione delle sostanze volatili che andrebbero perse con l’ebollizione.

Il decotto

Invece per il decotto si deve immergere il rimedio erboristico nell’acqua e si deve portare a ebollizione per 15-20 minuti, sempre in un recipiente coperto.
Un metodo utile per l’estrazione dei principi attivi dalle parti più dure delle piante, come radici, cortecce, rami e bacche.
Al termine dell’ebollizione si lascia riposare in modo che anche il vapore condensi nel decotto. Il rimedio viene poi filtrato ed è pronto per essere somministrato.

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