English EN Italiano IT

Questa settimana parliamo di:

Le Cingolate Ferragosto a Roma: il pollo con i peperoni

Ferragosto a Roma: il pollo con i peperoni

Autore del contenuto

English EN Italiano IT

Stavolta non racconto una storia vissuta personalmente, ma riporto il testo di un post trovato su Facebook, che comunque mi riguarda e coinvolge personalmente, perché mi ritrovo appieno nel suo contenuto, mi “specchio” in questa breve, ma secondo me molto significativa, riflessione, soprattutto visti i tempi che corrono e che viviamo.

L’autore del post (che ho trovato quasi per caso) è lo scrittore Enrico GALIANO; confesso di aver sentito parlare di lui per la prima volta in questa occasione e di essere, quindi, andato a cercare qualche notizia su di lui.

[ dal Web ]: Enrico Galiano è nato a Pordenone, nel 1977, insegnante in una scuola di periferia, ha creato la webserie “Cose da Prof”, che ha superato i venti milioni di visualizzazioni su Facebook. Ha dato il via al movimento dei #poeteppisti, flashmob di studenti che imbrattano le città di poesie. Nel 2015 è stato inserito nella lista dei 100 migliori insegnanti d’Italia dal sito Masterprof.it. Il segreto di un buon insegnante per lui è: «Non ti ascoltano, se tu per primo non li ascolti». Con le sue lezioni divertenti e un po’ fuori dal comune, è uno dei prof del programma di RaiGulp “La banda dei Fuoriclasse”. Ogni tanto prende la sua bicicletta e se ne va in giro per il mondo con uno zaino, una penna e tanta voglia di stupore. Il suo romanzo d’esordio, “Eppure cadiamo felici”, in corso di traduzione in tutta Europa, è stato il libro rivelazione del 2017 e ha vinto il Premio internazionale Città di Como come migliore opera prima e il Premio cultura mediterranea. Con Garzanti ha pubblicato anche “Tutta la vita che vuoi2 (2018), “Più forte di ogni addio” (2019) e “Dormi stanotte sul mio cuore” (2020).

Ecco il testo del post:

Ho fatto il cameriere per undici anni.
Fra le tantissime cose che ho imparato c’è questa, che il mondo si divide in due categorie: quelli che passano il piatto al cameriere, e quelli che non passano il piatto al cameriere.
Quelli che ti passano il piatto sono quelli che ti vedono, si accorgono che sei lì che ti stai facendo un culo tanto, e allora quando hanno finito e tu ti palesi davanti a loro per portare via il piatto sporco, lo sollevano, te lo porgono, di modo che tu non debba ogni volta sporgerti, col rischio magari di far cadere una posata dai piatti che hai già in mano. Di solito ti dicono anche “Grazie”, come non fossero loro in realtà ad averti fatto un favore. L’impulso ogni tanto, me lo ricordo, era di abbracciarli.

Un gesto da niente, non costa nessuna fatica. Ma un gesto che dice tutto.
Ho sempre amato quelli che ti passano il piatto, perché sono quasi sempre persone molto umili, riconoscono la tua dignità, non trattano come un servo il cameriere: lo sanno quanta parte ha la fortuna nel fatto che loro sono seduti lì a mangiare e lui là in piedi a farsi il mazzo.
Tutto questo per dire che nella mia vita mi è successo di trovarmi a tavola con tante persone: scrittori, uomini politici, a volte anche personaggi della tv, e la maggior parte di loro, per quanto potenti e importanti, magari anche simpatici a volte, erano persone che non passavano il piatto al cameriere. Alcuni anzi spesso lo trattavano proprio male.

E ieri, però, ieri ero a pranzo con Clara Sànchez. Non so se la conoscete, ma è una scrittrice che vende milioni di copie in tutto il mondo. Una che ha qualche motivo per sentirsi arrivata. Per sentirsi importante.
Ecco, tutto questo per dire che Clara Sànchez passa il piatto al cameriere.
Non è che sei arrivato quando hai folle oceaniche che ti osannano o conti in banca faraonici, o.

Sei arrivato quando, ovunque tu sia arrivato, sei ancora uno che passa il piatto al cameriere.”

Ecco, io non sono di certo arrivato ma sono uno che, da sempre, passa il piatto al cameriere; mi viene spontaneo, non ci penso, non ragiono, è che sono fatto così.

Sarà perché Sara, nostra mamma, fin da piccoli ha abituato mio fratello e me non solo ad aiutare in casa (a turno uno di noi apparecchiava e l’altro sparecchiava e poi, la settimana dopo, cambio!), ma anche e soprattutto al totale rispetto per il lavoro altrui.

Certo, in alcune situazioni così facendo si potrebbe rischiare di offendere l’altro o mortificare il suo lavoro; penso, per esempio, ai ristoranti di alto livello, addirittura agli stellati, dove il servizio (prendi il piatto vuoto da un lato, metti quello nuovo-pieno dall’altro, non lasciare mai i bicchieri vuoti, sposta la sedia alle signore, ricordati chi beve liscio e chi gassato, e così via) deve essere gestito totalmente dal personale, perché fa parte del rituale (che noi clienti non possiamo e non dobbiamo conoscere), del livello, della qualità, spesso dei punti sulle guide.

Ciò nonostante, quando l’atmosfera lo consente (e lo si capisce al volo), io passo il piatto al cameriere, e al tempo stesso non sopporto quelli che al cameriere come minimo – chissà poi perché! – danno subito del tu, anche la prima volta che lo vedono, se addirittura non lo trattano male. Qual’è lo “status” che autorizza tutto questo? Il fatto che alla fine paghiamo un conto? E che c’entra?! Tutti, impiegati, professionisti, dirigenti, operai veniamo retribuiti per quello che facciamo, ma non per questo accettiamo di essere maltrattati…

E’ bello scoprire, nel leggere le notizie su Galiano, che è un insegnante, e fra i migliori d’Italia: questo vuol dire che i suoi studenti sono stati e sono molto fortunati perché nei suoi discorsi, nelle sue lezioni non possono che esserci messaggi positivi, di rispetto per il prossimo, di umiltà.

Bravo Enrico! Non ci conosciamo ma mi prendo la libertà di dirtelo così, per nome.

Ferragosto a Roma: il pollo con i peperoni

La ricetta di oggi, quindi, non è strettamente collegata ad una storia raccontata (nessuno si risentirà per questo, ne sono certo, e ringrazio fin d’ora per la comprensione), ma piuttosto alla settimana in corso. Si tratta, infatti, della ricetta di un piatto classico del Ferragosto romano; nella Capitale è tradizione preparare per questa giornata il pollo con i peperoni.

Questa ricetta viene preparata a Roma e nelle zone limitrofe dei Castelli in occasione del tradizionale pranzo di Ferragosto, ma viene cucinato per tutto l’anno nelle case laziali, un modo semplice di cucinare una carne povera, un piatto completo in grado di risollevare le sorti di qualunque pasto.

Il sapore dolce dei peperoni penetra nella carne magra del pollo, e il sughetto che si forma sul fondo della padella prima, e dei piatti poi, quasi costringe alla scarpetta, con del pane croccante, meglio se molto fresco.

Ricetta pollo con i peperoni ingredienti

(per 4 persone, anche se a Roma a Ferragosto si è sempre molti, ma molti di più)

  • 1 kg pollo a pezzi
  • 1 peperone rosso, 1 giallo e 1 verde
  • 3 pomodori tondi da sugo
  • 1 bicchiere di vino bianco secco
  • 1 spicchio di aglio
  • Qualche rametto di rosmarino
  • Origano
  • Olio EVO
  • Sale e pepe q.b.

Preparazione pollo con i peperoni

In un tegame antiaderente, abbastanza capiente, mettete l’olio EVO con lo spicchio di aglio sbucciato. Quando l’aglio sarà dorato, eliminatelo ed aggiungete il pollo a pezzi.

Salate, unite il rosmarino e lasciate rosolare a fiamma vivace mescolando bene tutti i pezzi di pollo; sfumate con il vino bianco che lascerete evaporare completamente.

Pulite i peperoni, eliminate i semi e i filamenti bianchi e tagliateli a tocchetti; tagliate anche i pomodori. Aggiungete al pollo i peperoni e i pomodori, profumate con l’origano e lasciate stufare, con coperchio, a fiamma bassa per venti minuti, girando il pollo di tanto in tanto.

Togliete il coperchio e fate cuocere per altri venti minuti, in modo da far restringere completamente i succhi di cottura. Trascorso questo tempo verificate che il pollo sia cotto, altrimenti lasciatelo ancora qualche minuto sul fuoco, ed eventualmente aggiustate di sale se necessario.

BUON APPETITO (mi raccomando, non dimenticate la scarpetta) e BUON FERRAGOSTO !!!

Leggi anche
Una grande amicizia e… il vitello tonnato
Un sabato di luglio, un piatto… inventato! Il gazpacho Laura
Un simpatico tentativo di truffa o dei Pizzoccheri della Valtellina






Siamo una giovane realtà editoriale e non riceviamo finanziamenti pubblici. Il nostro lavoro è sostenuto solo dal contributo dell’editore (CuDriEc S.r.l.) e dagli introiti pubblicitari. I lettori sono la nostra vera ricchezza. Ogni giorno cerchiamo di fornire approfondimenti accurati, unici e veri.
Sostieni Moondo, sostieni l’informazione indipendente!
Desidero inviare a Moondo una mia libera donazione (clicca e dona)



La tua opinione per noi è molto importante.
Commento su WhatsApp
Ora anche su Google News, clicca qui e seguici



Potrebbe interessarti anche:

Iscriviti alla nostra newsletter gratuita

Rimani sempre aggiornati sugli ultimi approfondimenti.
Lascia il tuo indirizzo mail, seleziona i tuoi interessi e ricevi gratuitamente sulla tua casella di posta la prima pagina di Moondo con le notizie più interessanti selezionate per te.