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Le Cingolate L’aperitivo: cocktails e finger food

L’aperitivo: cocktails e finger food

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Oggi un articolo un po’ più corto, stringato, che non parla propriamente di una storia vissuta, ma piuttosto di una mia grande passione: l’aperitivo.

Lo ammetto, mi piace molto il rito dell’aperitivo; e mi piace tutto quello che, a seconda dei luoghi e delle abitudini locali, ci gira intorno. Io mi posso ritenere un uomo fortunato, perché un giorno, sulla mia strada si è materializzata Federica, oggi mia moglie, nonché fantastica mamma di Sara ed Emma, le nostre due principesse. Ma sono ancora più fortunato perché la mia passione per l’aperitivo è assolutamente condivisa da Federica, così come da parecchi dei nostri amici più cari.

Nel periodo invernale il rito è meno “interessante”, fa freddo, piove, non si può stare all’aperto, fa buio presto; francamente la voglia di aperitivo è minore. Eventualmente ci si concede, magari mentre si cucina, un assaggio del vino che si beve poi a cena, ma nulla di più strutturato, di più impegnativo.

Ma con l’arrivo della bella stagione, dei primi tepori, quando si può cominciare a stare in terrazza, per una mezz’ora prima di cena, a fare due chiacchiere con gli amici, a raccontarsi le reciproche giornate, a sentire cosa hanno fatto le bambine… beh allora sì, un bel aperitivo ci sta proprio tutto!

L’aperitivo: cocktails e finger food

Fra l’altro avendo viaggiato un po’ ho avuto modo di sperimentare di persona questa splendida (almeno per me) tradizione. Penso, per esempio, all’ombra con i cicchetti di Venezia, o ai fantastici cocktail bar che si possono trovare a Los Angeles, New York o Miami. O ancora al Chiringuito messicano, quel tipico chiosco che si trova principalmente sulle spiagge, dove vengono serviti fantastici cocktail ai profumi di frutta tropicale o birre ghiacciate con un ottimo guacamole. O alle tapas spagnole, gustate insieme al Vermùt (mi raccomando, con l’accento sulla ù) o alla sangrìa (avete mai assaggiato quella bianca?). E gli aperitivi che si servono nei bellissimi bar tradizionali di Torino, con quei meravigliosi vassoi di stuzzichini di ogni tipo, come li possiamo dimenticare?

Magari in futuro racconterò nel dettaglio una di queste esperienze; questo di oggi è, intanto, un pezzo un po’ più tecnico, quasi un tutorial. Parlerò di “ingredienti base/generici” da tenere in casa per qualsiasi evenienza dell’ultimo minuto, così come di “ingredienti specifici”, da comprare appositamente per occasioni particolari e programmate.

Prima di proseguire devo dire che sono abbastanza contrario agli snack “pronti e confezionati”, tipo noccioline, mandorle, patatine o chips, e altre cose del genere; quelli vanno bene per i bambini, io li trovo un po’…. scontati, noiosi!  Ci vuole così poco, con un po’ di fantasia e qualche ingrediente di facile reperibilità (e conservazione), per fare qualcosa di più creativo, di più gustoso, di più…. sexy!

Vorrei dare qualche suggerimento per semplici ingredienti da tenere in casa per dare sfogo alla propria fantasia (in una lista certamente non esaustiva), ma anche qualche ricetta di cocktails e snacks. Ma l’invito, per tutti coloro che hanno la pazienza di leggermi, è quello di dare sfogo alla propria fantasia, di sperimentare, di non avere paura a tentare accostamenti di gusti e sapori all’apparenza assurdi, improbabili.

Aperitivo ingredienti base da tenere in casa

Aperitivo a lunga (e facile) conservazione

  • Pane in cassetta
  • Crostini di pane (tipo Buitoni)
  • Nachos
  • Acciughe sott’olio
  • Frutta secca (albicocche, prugne denocciolate, fichi, noci, pistacchi)
  • Aringa affumicata (quella sottovuoto)
  • ‘Nduja
  • Bacon
  • Bottarga (va bene sia in polvere che a “coppiette”)
  • Capperi
  • Erbe aromatiche secche
  • Qualche surgelato (p.es. filetti di salmone, cuori di baccalà)
  • Tabasco
  • Salsa di soia
  • Semi di sesamo tostati
  • Aceto balsamico
  • (e tanto altro ancora…)
Frutta secca
Frutta secca

Aperitivo ingredienti freschi

  • Avocado (quelli più maturi, marroni)
  • Agrumi (limoni, arance, lime)
  • Sedano
  • Cetrioli
  • Pomodori datterini
  • Gorgonzola
  • Formaggio caprino
  • Erbe aromatiche fresche (menta, basilico, coriandolo, prezzemolo, erba cipollina,…)
  • Baguette

A detta dei miei amici, non mia, io sono cintura nera quinto dan di Guacamole, che faccio seguendo una ricetta originale che ho imparato in Messico, qualche anno fa. A casa nostra, e fra i nostri amici, viene ormai chiamato Guacalele, da quando la nostra amica Francesca un giorno, non ricordandone il nome esatto, mi chiese di farglielo chiamandolo così.

Guacamole fatto in casa

Preparare il guacamole non è poi così complicato: per 4 persone prendo un paio di avocado di quelli maturi, marroni, morbidi al tatto. Li pulisco e li schiacchio, in una ciotola (dove ho precedentemente spremuto un paio di lime), con quello schiacciapatate fatto a serpentina, lasciandolo un po’ grossolano. Aggiungo qualche goccia di tabasco (quantità a piacere), cipollina fresca tritata fine, qualche pomodorino datterino tagliato a piccoli pezzi, del peperoncino piccante fresco tritato molto fine (deve dare aroma oltre al piccante, e quello secco non fa esattamente lo stesso effetto) e, fondamentale, del coriandolo fresco (mai quello secco in polvere!).

Alla fine aggiungo mezzo cucchiaio (non di più) di maionese, che dà al tutto un po’ di cremosità, e il sale.  Amalgamo bene il tutto con una spatola e metto in frigo, è bene servirlo fresco con dei nachos che si useranno per prendere un po’ di guacamole, anzi guacalele, dalla ciotola di servizio.

Guacamole
Guacamole

Il “guacalele”, o meglio Guacamole in Messico si accompagna alla birra ghiacciata o, ancora meglio, ad una bella Margarita, il più comune cocktail messicano a base di tequila, che appartiene alla famiglia dei sour. In latino “margarita” significa perla, mentre in spagnolo è la traduzione della parola margherita. È un cocktail pre-dinner. Secondo quanto afferma William Grimes (autore di Straight Up or On the Rocks: The Story of the American Cocktail) molte persone affermano di aver bevuto Margarita in Messico già negli anni trenta, da cui si deduce che il Margarita fu inventato prima del 1940.

L’aperitivo, cocktails e finger food: la Margarita

In uno shaker mettere 3.5cl di tequila bianca, 2cl di Triple Sec, 1.5cl di succo di lime fresco e parecchio ghiaccio. Agitare vigorosamente e versare nel tipico bicchiere da Margarita (detto Sombrero), filtrando con uno strainer. Il bordo del bicchiere viene prima inumidito con uno spicchio di lime e poi, capovolto, appoggiato in un piattino pieno di sale, così da formare una sorta di “crosticina” di sale lungo tutto il bordo. Guarnire il bicchiere con una fettina di lime infilata nel bordo. Esiste una versione “frozen” che si fa frullando tutti gli ingredienti fino ad ottenere una “crema di ghiaccio”.

Cocktails fatto in casa: Saketini

Un altro cocktail molto fresco, ottimo secondo me nella stagione calda, è il Sake-Martini, meglio conosciuto come Saketini. Come sappiamo, tutti i “martini” sono a base di vodka, ma io il Saketini lo faccio nella variante a base di gin.

Lavare bene un cetriolo, senza sbucciarlo, e con un pelapatate tagliarne qualche striscia sottile (scartando la prima, o le prime due, fatte di sola buccia). Infilare una striscia di cetriolo (che a questo punto avrà la buccia sui bordi) in uno stecchino da cocktail, formando una serpentina; in alternativa arrotolarla e disporla sul fondo del bicchiere. In un mixer da cocktail con molto ghiacchio mettere 7.5cl di Gin e 1.5cl di Sake. Mescolare e filtrare con uno strainer nel bicchiere (da cocktail o coppa Martini) con il cetriolo.

Qui ci sono ben 2 varianti: una prevede, come detto, la vodka al posto del gin; l’altra prevede l’inversione delle dosi, per ottenere un cocktail più leggero, fondamentalmente a base di sake (anzichè di uno dei due super alcolici), più adatto anche a pasteggiarci.

L’opera del 2015 The Cocktail Detective attribuisce l’invenzione della bevanda allo chef Matsuda, nel Queens, durante l’Esposizione mondiale del 1964; il cocktail viene poi “rivitalizzato” negli anni ’90. Prima della rinascita della popolarità dei martini, nei primi anni 2000, si è iniziato a usare il sake come ingrediente nei cocktail. Alcuni puristi dei cocktail ritengono che il Saketini sia un insulto all’integrità del classico cocktail gin-vermouth. Altri approvano invece il Saketini e hanno adattato e inventato molte ricette di cocktail a base di sake.  Hiroaki Aoki, il fondatore dei famosi ristoranti Benihana, afferma nel libro del 2003 Sake: Water From Heaven: “Se un cocktail fatto con il sake è gradito al palato, perché la tradizione dovrebbe ostacolare il progresso?”

L’aperitivo: cocktails e finger food
Cosmopolitan (informalmente chiamato Cosmo)

Ancora un cocktail fresco, fruttato, di colore rubino: prepariamo ora un Cosmopolitan.

In uno shaker mettere 4 cl di vodka, 1,5 cl di Cointreau, 1,5 cl di succo fresco di lime, 3cl di succo di Cranberry (si trova ormai in molti supermercati) o di frutti rossi. Miscelare tutti gli ingredienti nello shaker con ghiaccio a cubetti, agitando bene, filtrare poi in una coppa Martini, precedentemente raffreddata. Guarnire con una fettina di lime “galleggiante”.

Il Cosmopolitan (il nome deriverebbe dal nome della rivista Cosmopolitan che aveva dedicato un articolo alla proprietaria del ristorante The Strand di South Beach Miami, dove pare sia stato inventato) è uno dei drink più famosi del mondo, soprattutto per il consumo tra gli anni ‘90 e 2000 da parte di molte celebrità Americane ed europee; è diventato famoso nel 1996 quando Madonna fu fotografata nella Rainbow Room, a New York, con un bicchiere di Cosmopolitan in mano.

Il cocktail acquisisce la fama definitiva nel 1998 attraverso la serie televisiva Sex and the City, nella quale Carrie Bradshaw, una delle protagoniste, ordina spesso in Grey Goose Cosmopolitan. Anche nella serie televisiva “Queer as Folk USA” uno dei protagonisti, Emmett, ordina sempre e solo un “cosmo”.

Qualche spunto per stuzzichini sfiziosi…

Stuzzichini per aperitivo: albicocche secche con la ‘nduja

Aprire le albicocche a metà, lasciando un lembo attaccato, inserire una pallina di ‘nduja (grande come una nocciola) e richiudere “a panino”.

Variante con i fichi secchi – mescolare bene la ‘nduja con del formaggio caprino, tagliare quindi a metà i fichi (in orizzontale) e disporre un po’ del composto su ogni metà.

Prugne secche denocciolate con il bacon croccante

Avvolgere le prugne con una fettina di bacon, disporle su una placca preparata con carta da forno, infornare a 200 gradi per 7-8 minuti, fino a quando il bacon si colora e diventa croccante. Lasciare raffreddare prima di servire.

Prugne e bacon
Prugne e bacon

Roll di zucchine e formaggio caprino

Affettare le zucchine per il lungo ad uno spessore di un paio di millimetri, grigliare le fette così ottenute. Formare dei rotolini con del formaggio caprino al centro, disporre in verticale in un piatto e guarnire ogni rotolino con una fogliolina di menta fresca e qualche goccia di aceto balsamico.

Rotolini di zucchine
Rotolini di zucchine

Finger food: la bottarga nel mandarino cinese

Aprire a metà per il lungo i mandarini cinesi, eliminare i semi e richiuderli a panino mettendo al centro una fettina di bottarga e una fogliolina di coriandolo fresco.

Bottarga
Bottarga

L’aperitivo: cocktails e finger food
Acciughe (o aringa) sul cetriolo (o arancia)

Sbucciare il cetriolo e tagliarlo a rondelle spesse mezzo centimetro, disporre le rondelle su un piatto e metterci sopra mezza acciuga sottolio, guarnire con un pezzetto di lime.

Variante 1 – con un pezzetto di aringa affumicata, precedentemente tenuta nel latte per mezz’ora e poi asciugata, al posto dell’acciuga.

Variante 2 – con l’arancia al posto del cetriolo.

Datteri con gorgonzola e noci

Aprire i datteri a metà, farcire ogni metà con un po’ di gorgonzola dolce sul quale mettere un gheriglio di noce.

Datteri e gorgonzola
Datteri e gorgonzola

Mousse di sgombro

Frullare dello sgombro sottolio e mescolare poi con del formaggio bianco spalmabile (tipo Philadelphia), disporre in una ciotola e spolverare con paprika dolce affumicata; servire con crostini di pane (idealmente fette sottili di baguette tostate in forno).

Paccheri cacio e pepe

Cuocere dei paccheri, tenedoli al dente (raffreddandoli sotto l’acqua fredda); mettere i paccheri freddi in una ciotola con un po’ di olio così da non farli attaccare. In una ciotola mescolare del pecorino con un po’ di ricotta (con il doppio del pecorino rispetto alla ricotta) e con parecchio pepe nero appena macinato. Riempire i paccheri con il composto ottenuto e disporli su un piatto in verticale, spolverandoli con un po’ di buccia di limone appena grattugiata (solo la parte gialla). Volendo dare un consistenza croccante, si possono sbriciolare sui paccheri dei taralli (senza aromi).

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