Alta Marea

Perché un ciambellone è pur sempre il Ciambellone

Questa è una delle ricette che fanno la mia storia, ben installate nella mia mente e conservate nel mio cuore, riescono a superare l’indifferenza dell’elenco degli ingredienti e fanno parte di quei sapori della famiglia che amo condividere. Ci sono, infatti, profumi, così come i sapori, che ci catapultano nei meandri della memoria e fanno bene all’anima.

Il ciambellone, a metà strada tra il caldo buono delle carezze materne e la corona del Re intarsiata di grani di zucchero che la mia fantasia trasformava in brillanti, è il dolce che la mia mamma mi preparava nelle mattine d’inverno per la nostra colazione.

Mi alzavo presto per fare puntualmente le mie cose, ma già l’odore dolce e invitante, che veniva dalla cucina, mi incitava a sbrigarmi per non fare troppo soffrire le mie papille gustative.

Mi dispiaceva solo che mia madre avesse preparato il tutto molto prima del nostro risveglio, per evitare che noi piccoli potessimo affondare le dita nell’impasto. Che peccato! Che delusione! Quel piacere era qualcosa di indescrivibile, era una piccola monellata che ci dava un gusto infinito.

Sembra impossibile, ma ancora oggi, nell’età dell’informatica, dei McDonald, dei fast food, i miei nipoti, ogni volta che preparo loro il ciambellone, mi gironzolano intorno per affondare , in un momento di mia disattenzione, le loro manine nell’impasto. Il gioco e il piacere è sempre lo stesso ed anche se gli anni passano, le generazioni continuano a godere delle stesse cose.

Ricetta ciambellone

Bene, questa mia ricetta non ha niente di speciale, le dosi però sono perfette e tali che il semplice ciambellone della nonna riesce sempre soffice al punto giusto e piacevole al gusto.

Ingredienti:

  • 3 uova
  • 150 gr di burro
  • 275 gr di zucchero
  • 380 gr di farina OO
  • 1 ½ bustina di lievito
  • Buccia di 1 limone gratt
  • 1 bicchiere di latte
  • 1 pizzico di sale

Un consiglio importante: passate la farina al setaccio, così da dividerne i grani permettendo all’aria di penetrare tra le sue particelle. L’ossigeno inglobato nella farina favorirà l’assorbimento di acqua; si formerà una maglia glutinica migliore, la lievitazione ne beneficerà. 

Io, di solito seguo questo procedimento.

Lavoro ben bene le uova con lo zucchero, poi aggiungo la buccia di limone grattugiato, la farina stacciata insieme al lievito per dolci. Incorporo tutto ben bene e aggiungo il burro a temperatura ambiente ed in ultimo 1 bicchiere di latte.

Lavoro ancora il tutto e intanto imburro e poi cospargo di farina una teglia con il buco, verso il composto e inforno a 180° per 40 min. Per essere più sicura della giusta cottura metto uno stecchino nel ciambellone e se risulta asciutto, è pronto. Spengo il fuoco e aspetto che si intiepidisca.

Quindi sforno lo stampo e lo capovolgo in un piatto adatto e appena è freddo lo spolvero di zucchero a velo.

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Il Gattò

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Maria Antonietta Gaballo

Maria Antonietta Gaballo, nata a Trani (BT) il 10/09/1948, residente a Civitavecchia e, per i cinque mesi estivi,in Grecia. Laurea in lettere e filosofia conseguita con il massimo dei voti il 18/07/1970 presso l’Università “Sapienza “ di Roma. E’ assistente presso la facoltà di Antropologia Culturale con la Prof.ssa Ida Magli per circa 2 anni, ma, suo malgrado, è costretta ad abbandonare quando entra in ruolo vincitrice di concorso,, presso la scuola secondaria di Primo Grado nell’anno 1972 come docente di materie letterarie. Come vincitrice di concorso ottiene la cattedra di Italiano e Latino presso il Liceo scientifico di Tarquinia e vi rimane fino all’anno scolastico 1996/1997. Nel 1988 da vita alla libreria “Dettagli” in Civitavecchia che diventa punto di riferimento di incontri letterari e culturali nella città. Nei primi anni ‘80 entra nel volontariato come Infermiera volontaria di CRI, è viceispettrice del Comitato di Civitavecchia. Nel 1998, con il Grado di Maggiore, è nominata Responsabile Nazionale delle Infermiere Volontarie di CRI. Nel novembre/dicembre !997 è in prima linea nell’emergenza per il terremoto Marche Umbria e per questo verrà insignita del diploma di benemerenza con medaglia dal Ministero dell’Interno con firma dell’allora Ministro Giorgio Napolitano nel luglio del 1998. Nel giugno del 1999 è Istruttrice DIU e, in seguito, Istruttrice Qualificata DIU nei conflitti armati. Nel 2001 consegue il Diploma di Specialista PSOs come Osservatore e controllore Militare per operazioni di Peace Keeping ovvero operazioni militari diverse dalla guerra. Ama la storia, i viaggi, i popoli. Ama la vita… e la cucina!

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