Alta Marea

Carpaccio di cernia – Ricetta

Ognuno ha il suo carpaccio e… conseguentemente i suoi piccoli segreti.
Per il mio piacere, salvo per ricette di tradizione che mi piace tramandare in tutta la loro originalità, preferisco gustare il pesce “nature” senza aggiunte che possano impedirci di goderne pienamente il sapore. Presupposto, ed insieme componente essenziale, è la freschezza. Se il prodotto è fresco, sa di mare e ci inebria con il suo delicato profumo trasportandoci  lontano in acque azzurre.

Si offre agli occhi, predisponendosi alla celebrazione del quotidiano rito culinario, abbandonandosi alla piacevolezza di un palato in religiosa aspettativa. Enfasi o naturale coinvolgimento?

Oggi il pesce crudo  “va di moda” , importato dal Giappone, ma i nostri pescatori hanno sempre goduto il privilegio di assaporarlo appena pescato, pulito nell’acqua di mare , poco condito, salvo qualche goccia di limone (ad avercelo!) e di olio,  necessario ma non indispensabile. La mia famiglia, mio marito, i miei figli, da sempre intrisi di salsedine pur senza essere lupi di mare, fa del crudo un uso costante anche se attento. Un’abitudine che, nella sua esaltata frequenza, rischia di diventare un vizio. Ma, tant’è!

Un ottimo carpaccio di cernia lo gustai tanti anni or sono, e ne continuo la piacevole pratica, in una taverna mykoniota gestita da un italiano. Oggi la taverna è diventata un ristorante di buon livello, ma che ha rinunciato, purtroppo, a parlare col linguaggio della semplicità, lasciandosi andare, come è successo un po’ dovunque, a fantasmagoriche interpretazioni nella smania ossessiva di far godere l’occhio prima del palato. Con un necessario ammiccamento intriso di consapevole reciproca complicità, riusciamo ancora a coinvolgere quell’oste creativo a non dimenticare le sue origini…

Il piacere è dote di un patrimonio che deve essere trasmesso derivandone il solo vanto della condivisione conviviale, nella perfetta consapevolezza dell’apprezzamento comune.

Ricetta Carpaccio di cernia

Ingredienti:

  • Filetti di cernia
  • Olio EVO
  • Sale grosso
  • Pomodori freschi da insalata
  • Capperi di Pantelleria
  • Erba cipollina
  • Pepe rosa

Carpaccio di cernia – Preparazione

Prima di tutto bisogna trovare una cernia di media grandezza fresca, freschissima, con gli occhi vivi.

Il lavoro della sfilettatura è , in questo caso, un po’ complicato perché, a differenza di altre ricette, deve essere particolarmente curato e le fettine devono essere sottili. 

Due sono le soluzioni : farlo sfilettare dal pescivendolo o seguire un tutorial  e provare e a cimentarsi in quello che non sarà proprio un lavoro semplice.

Un altro problema è l’abbattimento del pesce. Non tutti abbiamo un abbattitore , nel qual caso tutto è più semplice; in caso contrario mettere le fettine almeno 72 ore nel congelatore e poi scongelarle nel frigo.

Fatto tutto questo, le nostre fettine di cernia sono pronte per la ricetta.

In un piatto da portata mettete un po’ di olio e qualche grano di sale, poggiate con delicatezza le fettine di cernia e aggiungere pochi altri grani di sale, piccolissimi e non abbondanti pezzettini di pomodoro che avrete precedentemente  pulito della pelle e dei semi, pochi capperi dissalati e sciacquati nell’aceto di mele, alcuni grani di pepe rosa, erba cipollina tagliuzzata e olio Evo.

In questa ricetta la parte del leone la fanno due ingredienti,la cernia e l’olio che deve essere non buono, ma ottimo, profumato e leggero.

Lasciate il tutto nel frigo per un’ora e mezza e servite ai vostri ospiti

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Maria Antonietta Gaballo

Maria Antonietta Gaballo, nata a Trani (BT) il 10/09/1948, residente a Civitavecchia e, per i cinque mesi estivi,in Grecia. Laurea in lettere e filosofia conseguita con il massimo dei voti il 18/07/1970 presso l’Università “Sapienza “ di Roma. E’ assistente presso la facoltà di Antropologia Culturale con la Prof.ssa Ida Magli per circa 2 anni, ma, suo malgrado, è costretta ad abbandonare quando entra in ruolo vincitrice di concorso,, presso la scuola secondaria di Primo Grado nell’anno 1972 come docente di materie letterarie. Come vincitrice di concorso ottiene la cattedra di Italiano e Latino presso il Liceo scientifico di Tarquinia e vi rimane fino all’anno scolastico 1996/1997. Nel 1988 da vita alla libreria “Dettagli” in Civitavecchia che diventa punto di riferimento di incontri letterari e culturali nella città. Nei primi anni ‘80 entra nel volontariato come Infermiera volontaria di CRI, è viceispettrice del Comitato di Civitavecchia. Nel 1998, con il Grado di Maggiore, è nominata Responsabile Nazionale delle Infermiere Volontarie di CRI. Nel novembre/dicembre !997 è in prima linea nell’emergenza per il terremoto Marche Umbria e per questo verrà insignita del diploma di benemerenza con medaglia dal Ministero dell’Interno con firma dell’allora Ministro Giorgio Napolitano nel luglio del 1998. Nel giugno del 1999 è Istruttrice DIU e, in seguito, Istruttrice Qualificata DIU nei conflitti armati. Nel 2001 consegue il Diploma di Specialista PSOs come Osservatore e controllore Militare per operazioni di Peace Keeping ovvero operazioni militari diverse dalla guerra. Ama la storia, i viaggi, i popoli. Ama la vita… e la cucina!

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