La Black List dei cibi pericolosi rilevati dal Sistema di allerta europeo

Scopriamo quali sono gli alimenti più pericolosi segnalati dal RASFF e finiti sulla lista nera di Coldiretti 2017!

Si torna a parlare di sicurezza alimentare in Europa, riguardo all’ultimo rapporto RASFF, il Sistema di allerta rapido europeo. Il Sistema registra le notifiche per i rischi alimentari causati da residui chimici, metalli pesanti, inquinanti microbiologici, diossine e altre sostanze. Il rapporto ha portato alla diffusione da parte di Coldiretti (Confederazione Nazionale Coltivatori Diretti), di una black list dei cibi pericolosi per la salute.

I pericoli per l’eccellenza italiana

cibi pericolosi
frutta secca (tantasalute.it)

A livello generale, nel 2016 sono state trasmesse, attraverso il RASFF, 2925 notifiche che, secondo Coldiretti, minacciano l’eccellenza italiana.
Infatti, “l’agricoltura italiana è la più green d’Europa con 292 prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp), il divieto all’utilizzo degli Ogm e il maggior numero di aziende biologiche. Ma è anche al vertice della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,5%), quota inferiore di 3,2 volte alla media UE (1,7%) e ben 12 volte a quella dei Paesi terzi (5,6%)”, sostiene l’Associazione di imprenditori agricoli.”

Quali sono i cibi sulla Black list Coldiretti 2017?

cibi pericolosi
Black list coldiretti 2017

Questi elementi sono stati segnalati perché pericolosi o per la presenza di pesticidi e metalli oltre i limiti, o per l’uso di sostanze non autorizzate dall’Unione Europea.
La voce più preoccupante è quella della frutta secca, segnalata per aflatossine oltre i limiti, visto che l’Italia ne importa molta dalla Turchia.
Queste tossine possono contaminare legumi, soia, arachidi, mandorle e cereali e se consumate in quantità eccessive, per lungo tempo, aumentano il rischio di tumori, soprattutto a danno del fegato. La loro presenza viene favorita da umidità e calura, tuttavia, come il sistema RASFF dimostra, i controlli sono accurati e le quantità ammesse negli alimenti molto basse.

Come vanno i controlli in Italia?

Per quanto riguarda i controlli in Italia, dal sito del Ministero della Salute, risulta che “anche nel 2016 l’Italia è risultata il primo Paese Membro del RASFF per il numero di segnalazioni inviate alla Commissione europea, con un totale di 415 notifiche (pari al 14.2%)”.
Ma anche il nostro Paese ha ricevuto segnalazioni. Sono 105 i prodotti nazionali risultati irregolari per la presenza di microrganismi patogeni, microtossine, metalli pesanti e allergeni.

Sembrerebbe non ci sia da preoccuparsi perché il sistema di sicurezza alimentare europea vigila e funziona. Ma sicuramente, come suggerito dal report RASFF, è necessaria una maggiore attenzione per ridurre i pericoli negli alimenti con un’attività di autocontrollo.

L’Italia si sta già battendo sul fronte della sicurezza alimentare del consumatore. Sta infatti promuovendo il “Made in Italy” con una serie di leggi e iniziative tra le quali l’obbligo di origine nelle etichette della pasta.

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