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Questa settimana parliamo di:

Sapori della Mente Esercizi di stille

Esercizi di stille

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Raffaella Melotti e Simone Zanin sono gli autori di Esercizi di stille (Pendragon, Bologna, 2018), un esperimento ironico di “degustazione potenziale” che esplora la lingua del vino e i modi in cui viene comunicato oggi applicando il modello degli Esercizi di stile di Queneau al mondo del vino. Un vino immaginario, ma verosimile, viene descritto in 73 modi diversi giocando sulle figure retoriche (metafora, litote, iperbole, ecc…), sugli stili narrativi (epico, flusso di coscienza, storico, ecc…), sui social (fb, twitter…) sui sensi, sui peccati capitali e via dicendo.

Colloquiale

Senti me, provalo questo vino. Già a guardarlo ti viene voglia di berne più di un bicchiere, ma vedrai dopo averlo sentito. Guarda che colore caldo, ti fa capire sùbito che è un vino importante, invecchiato un bel po’.

Poi tutti questi profumi profondi. Sì, sì, non è mica un vinello questo qui. Prova a sentire anche tu. Vedi, anche se non ci capisco molto, senti sùbito che è un vinone.

E poi a berlo è proprio bello, sembra quasi da masticare. Aspetta prima di mandare giù, senti che è pieno? Mah, guarda, a me piace proprio questo genere di vini. Vuoi mettere con un po’ di carne, di quella importante, però. Mica la fettina di manzo della mensa, no no.

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A cosa stai pensando?
bevendo vino *
presso * Enoteca Vini e vinelli
con Francesco Bianchi e altre 37 persone
… e anche stasera qualcosa abbiamo bevuto.
È un duro lavoro, ma qualcuno lo deve pur fare
= Barolo Rossi Riserva Bricco delle Viole 2007
Punto.

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Commenti

‒ Grande!
‒ Sono stato in cantina da loro l’anno scorso, salutami Giorgio
‒ Ho bevuto il loro 2006, grande vino
‒ È un vino di gomma
‒ Il loro Barolo Riserva Cannubi 2007 è a un altro livello
‒ Preferisco il Barolo di Serralunga
‒ Preferisco il Borgogna
‒ Preferisco lo Champagne
‒ Potevi dirmi che andavi in enoteca che lo bevevamo insieme
‒ L’Aglianico del Vulture della Cantina Antracite di Potenza è strepitoso!

*
Incipit

Se una sera d’autunno un vignaiolo, camminando per i sentieri del Bricco delle Viole, osservando il tramonto scarlatto invadere la valle, senza temere il fresco della notte che avanza, guardasse in basso dove i grappoli restano sospesi, ritti nella loro nobile corazza di nebbia, immaginando ciò che diventeranno nei lunghi mesi di affinamento, levigando e arrotondandone il corpo, moltiplicando e stratifivandone gli aromi.

“Quale storia racconterai alla fine?” chiederebbe al vigneto, ansioso di iniziare la vendemmia del 2007.

*
Lussurioso

Svesto lentamente la bocca della bottiglia, facendo scivolare via la capsula con un solo movimento, mentre il cavatappi affonda nel sughero e lo estrae con un movimento fluido e languido.

Il calice si riempie di rosso, come una succosa melagrana che deborda agli angoli della bocca e l’aria si riempie di profondi profumi di fiori rossi, frutta morbida e carnosa, in rapida successione con aromi di fruste e finimenti in cuoio e di cioccolata fondente che cola a fiotti voluttuosi.

Ruotando il calice, gocce rosse ne imbevono le pareti e ridiscendono umide e dense.

Un sorso avido riempie la bocca di succo rotondo e pieno, mentre, deglutendo, un focoso caldo alcolico avvampa nel petto. Non ci sono spigli, ma solo una vellutata carezza al palato, che invoglia un nuovo assaggio a inebriare i sensi.

Equilibrato e maschio, seppur non ruvido, questo Barolo Riserva Bricco delle Viole 2007, ideale da condividere in una ìntima serata di ardente compagnia, mostra di essere vigoroso e gentile come un amante maturo.

*
Ossimòri

D’un rosso oltremare velatamente limpido, il Barolo Riserva 2007 delle Tenute Rossi si presenta nel calice con tutta la sua sfrontata eleganza.

Sarà la sua lineare complessità, fatta di mille profumi lievemente intensi che si rincorrono immobili, o forse l’estremo equilibriodella sua polpa, giocata tra la ruvida morbidezza del tannino e una dolce acidità di sfondo, che fanno di questo vino uno dei migliori accompagnamenti ai piatti più importanti della nostra cucina tradizionale.

Una bottiglia leggiadramente austera e innovativamente conservatrice che, differentemente dai molti Baroli che facilmente risultano di ardua beva, regala invece un bicchiere di inconsueta quotidianità.

1 Raffaella Melotti & Simone Zanin, Esercizi di stille, Pendragon, Bologna, 2018.

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