Un vino bianco fresco, versatile, perfetto per l’estate ma amato tutto l’anno, e tra i più consumati d’Italia. La Falanghina è un vitigno autoctono, tipico della Campania, dal grande carattere che sa farsi apprezzare anche per l’ottimo rapporto qualità-prezzo.

Questo vino bianco campano (ad link) è presente sulle nostre tavole in molte occasioni, pranzi, cene e aperitivi grazie alla sua adattabilità a numerosi piatti, in particolare a base di pesce. Scopriamo di più sulla storia e le caratteristiche della Falanghina, e vediamo gli abbinamenti gastronomici ideali.

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Falanghina, caratteristiche e abbinamenti con il cibo (pixabay.com)

Falanghina: storia e zona di produzione

La Falanghina è propria del territorio campano, su cui il vitigno è maggiormente diffuso, in particolare nelle aree vulcaniche dei Campi Flegrei, a nord ovest di Napoli, e nelle zone montuose del Sannio. Il suo nome ha due diverse etimologie: una vuole far risalire il nome ad un rapporto di parentela della Falanghina con il Falerno Bianco, un antico vino campano già consumato ai tempi dei Romani. Il suo nome deriverebbe dalla radice Falerno o Falernina. La seconda ipotesi etimologica invece ritiene che il nome derivi dalla parola “falanga”, ovvero i pali impiegati per sostenere le viti che venivano usati fin dall’epoca dei Romani. Gli esperti sostengono che questo vitigno sia contemporaneo agli altri vitigni autoctoni della zona come il Greco e Coda di Volpe, che risalgono al I secolo a.C.

Poeti illustri lo hanno decantato, imperatori e corti reali ne hanno assaporato il gusto, la Falanghina si è conquistata un posto anche nella prestigiosa carta dei vini papale. Con il tempo i consumatori ne hanno apprezzato sempre di più le qualità, spronando così anche i produttori. Ha assunto un carattere deciso, togliendosi di dosso l’etichetta di basico vino da tavola, affermandosi tra le varietà a bacca bianca più rinomate della regione, come Fiano di Avellino e Greco di Tufo.

Le caratteristiche della Falanghina

Il vitigno Falanghina preferisce un clima secco e caldo, e terreni collinari piuttosto poveri. Raggiunge la sua piena maturazione a metà settembre. Il vino ha un colore giallo paglierino, da punto di vista aromatico invece fa proprie note floreali, aromi fruttati e sentori minerali dovuti ai terreni che sono prevalentemente di origine vulcanica. Un grande valore è attribuito alla Falanghina del Sannio Doc, che fa crescere le sue uve particolarmente aromatiche, sui terreni di origine vulcanica e con il clima fresco del Sannio.

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Falanghina, caratteristiche e abbinamenti con il cibo (pixabay.com)

Abbinamenti cibo e temperatura Falanghina per gustarla al meglio

La Falanghina ferma ha un colore giallo paglierino tenue con leggeri riflessi verdi. Il suo profumo è intenso e persistente con spiccate note floreali e fruttate. Al palato invece risulta fresco, delicato ed equilibrato.

Va servita a una temperatura di 10-12°C. È un prodotto versatile che si abbina perfettamente con la cucina mediterranea, in particolare si sposa molto bene ai piatti a base di pesce. È ottima con i primi di mare come gli spaghetti alle vongole, con i ricci di mare, il risotto agli scampi o la pasta con il polpo; con i secondi si abbina al pesce alla griglia, al forno o fritto, ai frutti di mare, ma anche alle carni bianche. Si può abbinare ad antipasti, pasta o riso, minestre di legumi o zuppe di funghi.

La Falanghina si degusta piacevolmente con formaggi freschi o poco stagionati, un esempio è la mozzarella di bufala Campana un must del territorio di origine del vitigno. A tal proposito da provare anche con un’ottima pizza napoletana.

La Falanghina spumantizzata, dal colore più chiaro e più delicata al palato è ideale per antipasti di pesce e va servita a 6°C. Mentre la versione passita, dal colore dorato e dal sapore più secco e leggermente acido, va servita a 8-10°C e si accompagna a formaggi stagionati, pasticceria secca o crostate di frutta.

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Marida Muscianese
Le mie relazioni con le serie tv sono state le più durature e affidabili della mia vita, soprattutto in quelle giornate grigie e spente dove una tazza di tè, una coperta e un episodio dopo l’altro mi hanno resa la vecchia talpa appassionata che sono ora. Amo viaggiare e non appena ho l’occasione scappo verso una nuova meta, pronta a farmi affascinare da nuovi panorami e sperimentare nuovi cibi e sapori.