Pamparito di Vignanello, assapora il gusto dell’antica tradizione gastronomica di Vignanello

Il Pamparito di Vignanello, entrato nell’albo nazionale dei pani storici italiani e nell’Arca del Gusto, viene preparato rigorosamente con materie prime del territorio, seguendo l’antica ricetta, tramandata di generazione in generazione. Scopri la ricetta tradizionale.

Come ogni sabato sera, l’appuntamento è fisso: stessi amici, solita ora, si sceglie un buon ristorante per mangiare qualcosa insieme e si prosegue la serata all’insegna del divertimento. Stavolta, la scelta del ristorante si è rivelata una vera e propria scoperta per il nostro palato e non solo! Direzione: ristorante “Il Vicoletto 1563“, a Vignanello. Un delizioso ristorantino, situato tra il palazzo Ruspoli e la Collegiata, rinomato principalmente per la qualità dei suoi piatti e per la cura nella scelta dei prodotti, tutti rigorosamente a km zero. Tra le varie delizie che abbiamo gustato, c’è il Pamparito di Vignanello, un pane speciale che una volta si produceva tradizionalmente a Pasqua, ma oggi è possibile consumare tutto l’anno.

La sua preparazione è profondamente legata alle tradizioni gastronomiche del comune di Vignanello, nella Tuscia, che da sempre si impegna a mantenere intatta questa tradizione.

pamparito di vignanello
Ristorante “Il Vicoletto 1563” di Vignanello (http://ilvicoletto1563.it)

Come si prepara il Pamparito di Vignanello secondo la ricetta tradizionale?

Il pane prodotto è considerato di ottima qualità perché derivato da grani coltivati in un ambiente con specifici fattori geografico – ambientali che caratterizzano il territorio della Tuscia viterbese e dall’impiego di acqua potabile e vino normalmente utilizzato sul territorio. Ecco la ricetta ed il procedimento completo per la preparazione, gentilmente fornito dal proprietario del ristorante Il Vicoletto 1563, Signor Ezio Gnisci.

pamparito di vignanello
Lo staff del ristorante Il Vicoletto 1563 di Vignanello (http://ilvicoletto1563.it)

Ingredienti per 8 Pampariti da 500 g:

  • 3.5 kg di farina tipo 00,
  • tra 1,5 e 3,5 % di sale fino, del quantitativo di farina indicato,
  • 0,3 /0,6 l di olio extra vergine di oliva di Vignanello,
  • 0,25/0,50 l di vino bianco di Vignanello D.o.c.
  • 30/50 g di anice,
  • 100/120 g di lievito di birra,
  • Acqua tiepida q.b. per amalgamare l’impasto,
  • 1 uovo di galline allevate a terra.

Non sono ammessi coloranti, conservanti, additivi, materie prime provenienti da prodotti geneticamente modificati, ne dolcificanti di alcun genere. E’ invece consentito l’utilizzo di lievito madre.

pamparito di vignanello
Pamparito di Vignanello, assapora il gusto dell’antica tradizione gastronomica di Vignanello

Preparazione

Si scioglie il lievito nell’acqua tiepida e si aggiunge tanta farina quanto basta per formare un panetto morbido e consistente. Lo si lascia lievitare per almeno 2/4 ore. Separatamente si amalgamano in ordine: la farina, il sale, l’olio, i semi di anice precedentemente lasciati in ammollo nel vino per almeno una mezz’ora e il vino stesso. Si continua ad impastare il tutto fintanto che il composto non risulti ben amalgamato. A questo punto si unisce l’impasto appena ottenuto al panetto lievitato precedentemente e si lavora il composto a lungo (si allarga con i pugni, si riavvolge su se stesso e si sbatte sul tavolo…) dopodiché far riposare lo stesso, per una mezz’ora.

Si divide l’impasto in porzioni tipo maritozzi, ma allungati alle estremità e si dispongono modellati a forma di panetto, all’interno di una teglia di ferro ben oleata e si lascia lievitare con le dovute accortezze. Quando i panetti sono raddoppiati di volume, si spennellano con l’uovo sbattuto. Si inforna ad una temperatura di circa 230 C°, per circa 40-45 minuti. Al termine della cottura la crosta del Pamparito di Vignanello dovrà presentare una
colorazione ed una lucentezza che ricorda i marroni dei Monti Cimini.

Potrebbe interessarti anche:
Iscriviti gratuitamente al canale TV: