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Sostenibilità e il futuro del pianeta. Dieci anni per trasformare il nostro mondo

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Il 1992, anno della prima conferenza mondiale dei capi di Stato sull’ambiente, è stato l’anno della svolta nella coscienza collettiva e politica relativamente all’importanza che i temi ambientali assumono per l’economia di ogni Paese.

Il termine Sostenibilità, inteso come “la condizione di un modello di sviluppo in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri”, venne utilizzato per la prima volta durante la conferenza ONU sull’ambiente di Rio de Janeiro del 1992.

Perseguendo la stessa linea del Summit della Terra di Rio, al suo tempo senza precedenti, dal 22 settembre al’8 ottobre del 2020, si è svolta a Roma la quarta edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile, con oltre 300 incontri, incentrati sul percorso italiano ed europeo verso l’Agenda 2030 in tema di impatto ambientale.

La più grande iniziativa italiana per sensibilizzare e mobilitare cittadini, imprese, associazioni e istituzioni sui temi della sostenibilità economica, sociale e ambientale, e realizzare un cambiamento culturale e politico che consenta all’Italia di attuare l’Agenda 2030 dell’Onu e i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile. Un evento organizzato dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), rete di organizzazioni della società civile italiana sui temi della sostenibilità ambientale, economica e sociale, insieme ai suoi oltre 270 aderenti e con il supporto dei Partner.

Il futuro è adesso, adesso è il momento di compiere un balzo in avanti verso un modello di sviluppo più equo, sostenibile e più resistente agli “urti” delle grandi crisi. Questo è il momento di combinare insieme tutte le risorse individuali e agire per salvare noi stessi, i nostri figli e la Casa che da circa 2,5 milioni di anni ci ospita.

La Terra chiede aiuto e invia segnali di sofferenza invocando l’intervento dell’unica specie in grado di modificare il “destino” del Pianeta, l’Uomo !

Partendo dalla rivoluzione cognitiva l’Homo Sapiens, che in precedenza rappresentava un animale quasi insignificante e con un impatto poco più che nullo sull’ambiente che lo circondava, ha iniziato un inarrestabile percorso evolutivo sviluppando innumerevoli abilità e una incredibile capacità immaginativa che in alcuni momenti ha inciso negativamente sulla natura e che può, se malgovernata, decretare la fine del Mondo.

Ma gli scenari distopici non ci piacciono e oggettivamente sono tante ancora le opportunità per un cambiamento di rotta che ci diriga verso una crescita reale e sostenibile.






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